Montecristo, natura allo stato puro

Montecristo, natura allo stato puro

L’isola di granito descritta da Dumas. Il cuore della Cristianità dell’Arcipelago. Riserva naturale dal 1970 rappresenta uno straordinario museo naturale all’aperto grazie ai suoi ecosistemi marini e terrestri ancora incontaminati. Una montagna di granito in mezzo al mare, ha uno sviluppo costiero di 16 km, con un unico approdo in Cala Maestra, dominata da una stretta e profonda valle alberata.  È percorsa da una piccola catena montuosa che ha tre vette principali: il Monte della Fortezza (645 m), la Cima del Colle Fondo (621 m) e la Coma dei Lecci (563 m).

Lo sfruttamento antropico delle risorse prende avvio con gli Etruschi, che sembra utilizzassero i boschi di leccio per ottenere combustibile per l’attività siderurgica, mentre Fenici, Cartaginesi e Liguri vi facevano frequenti soste nei loro viaggi per mare. I Romani prelevavano dall’Isola massi di granito per la costruzione delle ville patrizie. La tradizione vuole che nel 455 dell’era cristiana, S. Mamiliano, vescovo di Palermo, per sfuggire alle persecuzioni di Genserico, Re dei Vandali, approdasse sull’Isola con alcuni compagni e vi conducesse vita eremitica in una grotta, poi denominata Grotta del Santo. I successori di San Mamiliano nel VII secolo ricevettero la regola Benedettina, ed in quell’epoca venne eretto il Monastero dedicato al Santo, di cui rimangono le rovine.

Dal 1971, anche in virtù delle nuove idee sulla conservazione delle risorse ambientali e a fronte della prospettiva che Montecristo si trasformasse in un luogo di vacanze per privilegiati e dei conseguenti movimenti d’opinione, venne istituita la Riserva Naturale e la gestione affidata al Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, attraverso la Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, e messa a disposizione per la ricerca scientifica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Nel 1977 la Riserva naturale dell’Isola di Montecristo è stata inclusa nella Rete Europea delle Riserve Biogenetiche. Il Consiglio d’Europa nell’attribuire alla riserva il Diploma Europeo per la conservazione dell’ambiente, ha imposto, fra l’altro di non superare il limite annuale di 1000 visitatori. Vengono pertanto autorizzate dall’ente gestore visite giornaliere che si svolgono per gruppi che vengono guidati attraverso i due percorsi didattici da personale forestale.

Proposte

Visite giornaliere per motivi didattici, di studio o di ricerca.