Isola del Giglio

Isola del Giglio

Situata al centro del mar Tirreno, a sole 11 miglia dal promontorio dell’Argentario. L’isola (21 kmq) è costituita quasi esclusivamente da rocce granitiche ed ha natura prevalentemente montuosa: la sua dorsale raggiunge il punto massimo nel Poggio della Pagana (496 metri slm) da dove si gode, in particolare nelle giornate più terse, un panorama completo dell’Arcipelago. Ospita una ricca flora mediterranea, quasi 700 specie, tra le quali alcune endemiche. Le coste si sviluppano per 28 km, alternando scogliere di granito levigato a baie, calette e piccole spiagge sabbiose. E’ presente una fitta rete di sentieri: antiche mulattiere che i Gigliesi, sia a piedi che a dorso di mulo, usavano per spostarsi sull’isola e raggiungere i campi. Presenta tre centri abitati, il Porto, Castello e Campese. Il Castello costituisce uno dei borghi medievali meglio conservati d’Italia e il Campese offre una straordinaria baia in sabbia con i caratteristici faraglioni.

Anche sotto il profilo enogastronomico il Giglio presenta elementi di grande interesse. La cucina tradizionale è semplice e basata su materie prime locali: la pasta con il pesce, il caciucco, la palamita alla gigliese e il celebre dolce tipico, il panficato. Il Giglio ha anche un’importante tradizione vinicola, che trova il suo prodotto di eccellenza nell’Ansonica, qui chiamato Ansonaco: bianco, secco, di colore giallo ambra.

1° Giorno - Il porto e le splendide scogliere di granito

Arrivo a Giglio Porto nella mattinata. Incontro con la guida.

Trekking da Giglio Porto a Cala delle Caldane.
Tempo di percorrenza: 3 ore; Lunghezza: 5 km a/r ; Quota massima: mt 80 slm; Dislivello complessivo: mt 140.

Si percorre la passeggiata del nucleo abitato affacciato sul piccolo porticciolo contornato dalle case di svariati ed intonati colori, sino a giungere alla torre medicea. Un piccolo vicolo condurrà, dopo pochi metri, alla cala dove sarà possibile osservare il “murenarium” ossia le peschiere romane, ed alcuni resti delle antiche costruzioni sempre di epoca romana. Durante il percorso verranno illustrate le fasi che storicamente hanno caratterizzato la vita dell’isola e si inizieranno ad inquadrare gli aspetti storici e naturalistici del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Dopo una breve salita, si percorrerà la strada che conduce alle Cannelle in prossimità di Cala Turchina sempre accompagnati dalla costa granitica, sino a giungere, alla fine del primo tratto del percorso alle vecchie cave di granito, che costituivano la risorsa economica più importante dell’isola insieme all’agricoltura. Le sezioni della roccia lasciate aperte dall’attività estrattiva offriranno l’occasione per introdurre la geologia dell’isola e per l’osservazione della stratificazione del suolo. L’itinerario prosegue attraverso un sentiero che lasciate le case delle Cannelle percorre uno splendido tratto costiero sino alla Cala delle Caldane.
Rientro in albergo nel pomeriggio e sistemazione nelle camere.

2° Giorno - Vecchie mulattiere, palmenti e mulini

Trekking: Giglio Porto – Vado del Molino – Giglio Campese
Tempo di percorrenza: 2 ore circa; Quota massima: mt 374 slm; Dislivello complessivo mt 250.

Trasferimento in autobus di linea sino a Giglio Castello. Dalla piazza del paese, dopo pochi passi si giungerà alla vecchia fonte dove sarà possibile approvvigionarsi di acqua di scorta per il percorso. A breve distanza dalla fonte si imbocca il sentiero, che costeggia gli antichi terrazzamenti a vite e olivo, e che conduce al torrente Dolce. Il piccolo corso d’acqua attraversa la valle dei Mulini e in primavera è pullulante dei girini del Discoglosso, raro anfibio presente sull’isola. Lungo l’itinerario si potranno osservare i resti di diversi palmenti, strutture costituite da una o più vasche direttamente scolpite nel granito e da una struttura in muratura (edicola) dalle quali si ricavava il mosto. Sono visibili anche le famose aie granitiche, utilizzate in passato per la trebbiatura del grano.
Il sentiero prosegue all’interno di una folta lecceta, al termine della quale si aprirà alla vista un interessante e profumata macchia a cisto ed erica. Al termine del percorso si arriva alla spiaggia del Campese dove sarà possibile effettuare la pausa pranzo.
Rientro in bus di linea a Giglio Porto nel tardo pomeriggio. Cena e pernottamento.

3° Giorno - Di vetta in vetta lungo la dorsale del Giglio

Trekking: Giglio Castello – Poggio della Chiusa – Poggio della Pagana – Punta del Capel Rosso.
Tempo di percorrenza: 6 ore circa; Lunghezza: 15 km; Quota massima: mt 487 slm; Dislivello complessivo mt 100.

Da Giglio Castello ha inizio il sentiero che si snoda sulla dorsale dell’isola fino alla sua estremità meridionale: P.gio della Chiusa, P.gio della Pagana, M. Castellucci, P.gio Terneti fino alla punta del Capel Rosso. Percorrendo da Nord a Sud l’isola, resteremo affascinati dai resti di una millenaria tradizione agricola che ha modellato il territorio fino al secolo scorso e potremo ammirare dalle sue “vette” più alte la bellezza delle coste ed il fascino delle cale più inaccessibili.

Rientro a Giglio porto e partenze nel tardo pomeriggio.

Per chi non ama il trekking possiamo proporre un tour dell’isola con pullman riservato o con i bus di linea. E’ possibile visitare Giglio Porto soffermandoci sulle strutture riferibili alle vasche dell’allevamento del pesce. Giglio Castello, inserito fra i borghi medievali più belli d’Italia, con la Rocca Aldobrandesca, struttura fortificata dalla quale si gode una spettacolare vista sul mare. Una sosta a Campese consentirà di approfondire aspetti naturalistici legati alla geologia e al mare, e storici, in relazione alle incessanti incursioni piratesche di cui il Giglio fu oggetto nei secoli passati.